Storia di un libro “unto”

Tutte le volte che nella mia libreria incrocio con lo sguardo i libri di Carlos Ruiz Zafón mi prende il tonfo al cuore e questo perché mi riporta indietro nel tempo quando, uscito L’ombra del vento, mi ritrovai a vivere un momento singolare. Era estate, ero al mare, e mi ero portata dietro il libro in questione. La spiaggia che frequentavo era “La spiaggia dei lettori incalliti”, tanto che gran parte delle chiacchiere si facevano a ridosso del bagnasciuga e riguardavano i libri letti durante l’inverno; io che preferivo leggere al posto di perdermi in chiacchiere, passavo le mie ore con il naso affondato fra le pagine dei miei romanzi. Quando alcune signore videro che stavo leggendo L’ombra del vento, mi chiesero se potevo imprestarglielo, e così feci. Di mano in mano il libro venne letto da più persone, tutte molto entusiaste d’aver scoperto un nuovo autore.

Di ritorno dalle vacanze, e solo allora, notai che gli angoli delle pagine del libro erano macchiate di creme solari e gocce di gelato, cosa che non gradii moltissimo perché in fondo il libro era mio e forse avrebbero dovuto fare un pochino di attenzione. Così, l’estate successiva, decisi di regalare il libro unto alla spiaggia, dopo ovviamente aver acquistato una copia nuova di zecca tutta per me. Quel libro macchiato e dall’aria stanca doveva stare lì, e forse a ben pensarci al suo autore che purtroppo non c’è più, la cosa non sarebbe dispiaciuta. Ci sono libri che secondo me trovano casa anche quando di case non ce ne sono. In fondo una spiaggia, tante mani, e molti occhi diventano per i libri case nelle quali soggiornare per un pò e io che di case sono una vera intenditrice, per una volta ho fatto da agente immobiliare a un libro unto che è ancora là.