Piccola informazione di servizio sui libri di Carlos Ruiz Zafón…

Visto che i suoi libri da cosa vedo piacciono molto, vi do una piccola informazioni di servizio. Dopo la sua morte, la Oscar junior ha ristampato i suoi libri nella collana per ragazzi. Sono meno costosi, intorno ai € 9,50 l’uno e sono tascabili.

Io ho preso questo, l’unico che mi mancava, o meglio l’unico che non ho più trovato dopo aver fatto il trasloco. Vai tu a capire dove l’ho messo… e a dirla tutta, devo andare in cantina a controllare negli scatoloni perché non trovo neanche più i miei libri di letteratura inglese… offfffff! Io e l’ordine siamo stati separati alla nascita!🥴

Quando la “nebbia” fa rumore… già.

So che avevo detto in un post che avrei lasciato da parte per un pò le letture nipponiche ma… La ragazza del KyÅ«shÅ« di Matsumoto Seichō non è un libro che si riesce a mettere da parte facilmente. Questo romanzo rientra nelle categorie giallo, thriller, horror e per capirne i motivi occorre scendere a patti ed accettare che anche la nebbia fa rumore.

L’autore conosciuto per aver scritto Tokyo Express, Un posto tranquillo, Agenzia A, è il Simenon giapponese, dotato di una penna davvero coinvolgente. In questo libro c’è tutta la sua maestria di scrittore – giornalista e una trama capace di portare il lettore in un congegno perfetto in cui tutti gli ingranaggi collimano alla perfezione. Per me è un noir algido, che dimostra come anche gli scrittori giapponesi sappiano dar vita all’ombra della morte.

Sono 205 pagine “incollanti”, come del resto tutti i suoi libri: vivono del suo ricordo dato che è scomparso nel 1992 e della stima di milioni di lettori.

Bello, bello, bello.

E dopo il libro su Giovanni Falcone: non ho più l’età!

Ho terminato di leggere il libro di Saviano poco prima di preparare la cena e mentre giravo con le pinze i fiori di zucca in pastella, mi sono detta: non ho più l’età per immergermi come un subacqueo alle prime armi nelle acque torbide di questo mondo. Niente da dire, il romanzo è scritto e articolato in modo impeccabile, Saviano ha questa dote innegabile, ma il suo libro è un labirinto senza uscita, un riquadro nel quale non entra nemmeno uno spiffero d’aria. Davvero non ho più l’età per affondare nella melma, e affrontare con distacco i drammi della vita marcia che regolano certe realtà ancora esistenti. Non credo neanche di essere irresponsabile nel dirlo, al contrario credo sia onesto sapere, approfondire per poi lasciare andare altrimenti si rischia di vomitare a secchiate tutto il disgusto che ne consegue.

Voto:10 è onesto dirlo, per il resto occorre essere portati per certe narrazioni; forse io non lo sono, e non lo sono mai stata perché non accetto, non comprendo, e non sono per niente tagliata nell’annusare con somma indifferenza le fragranze sulfuree che la realtà ci presenta.

Ora penso ai miei fiori di zucca, con quel po’ di sale capace di asciugare le ferite.

Buona serata.

Attesa librosa=buonumore.

Vado a ritirarlo nel pomeriggio se non diluvia a secchiate, e questo è sempre il momento più bello: l’attesa di un libro che presto avrò fra le mani e che attendo di leggere impaziente. Il libro è di Tommaso Scotti, classe ’84 che si è trasferito a vivere in Giappone, laureato in matematica con dottorato di ricerca a Tokyo. Dopo il suo primo libro, L’ombrello dell’imperatore, ecco il suo nuovo romanzo Le due morti del signor Mihara, nel quale l’ispettore Nishida torna ad investigare. Un Giappone sconosciuto e oscuro, corroso da antichissime e spietate tradizioni. Questo il teatro in cui l’ispettore nippoamericano Nishida si trova ad affrontare un caso impossibile da risolvere.

Vi dirò nel frattempo attendo con un pò di sano buonumore pre-libro😉

Leggere “bene”, non tanto.

Per dirla in parole povere non sono una che legge tanto, piuttosto una che ama coniugare la parola “bene” ai libri. Leggere bene, non tanto o tanto per: la formula che ho adottato da tempo per non incappare nel fastidioso intoppo del libro pacco. Difficilmente mi affido alle recensioni, centinaia di migliaia che si incontrano nel web, e ovunque, questo perché penso che non sia affatto semplice recensire un libro rispettando l’opera con senso arbitrario.

Per quanto mi riguarda il piacere di entrare in una libreria resta poiché rimane dentro per un pò, un gesto impagabile che mi dedico appena riesco a sgattaiolare dalla routine. La sensazione che ne ricavo è grossomodo quella che provo quando mi capita di togliere il cellophane dalla scatola delle matite colorate, rimanendo ogni volta sorpresa. Sarà per via dell’odore delle matite, l’ordine con il quale sono disposte, i colori sempre gli stessi ma diversi a seconda del momento in cui le osservo… Sarà semplicemente perché amo ancora sorprendermi di fronte alle piccole cose che diventano grandi man mano che i minuti passano.

In libreria solitamente gironzolo fino a che non inizio a sentire il peso delle parole impresse su carta, quel pregio che molti hanno conquistato meritando un posto sugli scaffali, per poi dedicarmi alla scelta del genere, dell’autore e della trama che leggo sempre con curiosità.

Qui nella sezione Interno libro, inserirò i miei libri cari, di certo non per conquistare qualche amante della lettura quanto per dare loro una seconda possibilità: dalla mia libreria al mio blog, l’archivio del tempo ben speso che mi riporta indietro nel tempo, come quando portavo mia figlia a curiosare fra i libri per bambini…

La parola che ho scelto per questo post è: Tsundoku  ç©ã‚“読 .

Descrive l’atto di acquisire materiale da leggere, ma lasciarlo accumulare da qualche parte nella propria casa senza leggerlo.

Paola