Perché alle persone piace raccontare bugie????

Questa è la domanda che da giorni mi batte in testa… proprio non riesco a capire per quale insulsa necessità certe persone raccontino palle a tutto andare. Avete presente il classico invito a cena che scopri dopo qualche giorno essere già naufragato perché l’ospite aveva altro da fare? Ecco, questa è la faccenda che mi è capitata. Ma non fai prima a dire: Scusa, ho un altro impegno, al posto di dire “se vuoi venire anche tu…” Ma brutta scema mi hai inviato tu, solo che come al solito ti attacchi alla balla perché sapevi già benissimo che c’erano altre persone. Come ha ben replicato Fil: no grazie, non sono solito cenare con sconosciuti!

Ma la gente sta male veramente, tolto il fatto che io detesto andare a cena fuori, con sto caldo poi mi fai proprio una cortesia a non invitarmi, anzi a non considerarmi proprio!

Aldilà del caldo e della mia ormai sempre più scarsa considerazione dell’essere umano (siamo all’osso ormai), si trascende veramente in un ridicolo che fa paura. Ma cavoli, a 50 e passa anni ma vogliamo fare gli adulti? No, niente, io sono circondata da un nugolo di neonati bugiardi, e meno male che sono io quella piccola…….

Come dice Fil: cancella e sotterra!

Preferisco i fantasmi!!!!!!

42 risposte a "Perché alle persone piace raccontare bugie????"

  1. Sai che io in tanti anni di vita non ho mai conosciuto qualcuno che davvero non abbia mai raccontato bugie? Mai, nemmeno io sono immune e nemmeno mio fratello o i miei parenti più stretti o gli amici più intimi e nemmeno coloro a cui le bugie fanno davvero schifo (per ragioni etiche) e che non le tollerano per ragioni logiche (le bugie quando vengono scoperte fanno più danno di quanto non si pensi quando si mente) o semplicemente perché si sentono moralmente superiori a chi le racconta ed infine i migliori, dico sul serio, ovvero coloro che hanno con dolore e sofferenza ma anche con costanza e tenacia fatto un percorso interiore che li ha portati a fare a meno delle bugie.
    Nessuno di costoro può però davvero dirsi immune dalla menzogna e se lo fa mente.
    Perché la bugia se nel peggiore del casi può essere solo una scorciatoia vigliacca (come per i truffatori, gli imbonitori, gli arrivisti, gli speculatori, i doppiogiochisti e tutti coloro che dicono bugie per calcolo), in tantissimi altri è solo una difesa, stupida e fragile, ma sempre e solo una difesa.
    La verità è infatti talvolta così difficile da dire o da pensare che le prime bugie sono quelle che tutti raccontiamo a noi stessi, quando consciamente ci diciamo di non riuscire a fare qualcosa oppure quando fingiamo di non vedere il comportamento sbagliato di qualcuno a cui teniamo: mente così il coniuge quando per quieto vivere accetta comportamenti del partner che non sopporta ma finge che non sia così e trasforma la sua menzogna in un atto di coraggio (martirio) senza pensare che così facendo crea nell’altro/altra l’errata convinzione che vada tutto bene; mente il genitore al figlio quando lo loda per un disegno fatto male o un compito mal riuscito o una canzone stonata, pensando così di fargli una carezza nel nascondere la sua pochezza e quando in realtà gli sta facendo un male di cui suo figlio si accorgerà con frustrazione solo da grande; mente anche un figlio al genitore anziano, quando con bonomia finge di ridere ad una battuta consunta solo perché vuole ricordare un bel momento trascorso assieme da tenere nel proprio album dei ricordi; mente il parente all’ammalato grave per non togliergli la speranza e spesso con la sua menzogna gli salva la vita, regalandogli il potere insostituibile della forza di lottare (potere che a volte compie veri miracoli); mente chi tace una vergogna, non solo perché potrebbe ledere la considerazione che gli altri hanno di lui (come fanno quegli imprenditori strozzati dai debiti che fingono in pubblico che vada tutto bene e continuano a condurre una vita al di sopra delle proprie possibilità), ma in qualche caso anche per non scaricare il problema sulle persone che ama e che vivranno meglio senza sapere quel dolore (calcolo dettato per lo più da errate convinzioni e che in genere prelude a qualche tragedia familiare).
    Ci sono miliardi di bugie e le più comuni sono quelle dette in un momento di debolezza, come quelle di chi, per una serie di motivi quasi sempre di responsabilità di altri, ha scarsissima autostima di sé ed allora mente fingendo di accettare una compagnia che in realtà odia, fumando una sigaretta che gli brucia la gola o bevendo alcol quando sa che gli fa male o anche ahimè accettando pratiche sessuali che disprezza ed infine persino accettando di praticare violenza di gruppo a qualcuno più indifeso di lui e lo fa per non sentirsi escluso o diverso e per essere accettato in un gruppo, perché si reputa peggiore della bugia che sta raccontando e non si dà alcun valore.
    Si, ci sono bugie che ho sentito e visto in altri che mi hanno fatto molta più pena che rabbia, perché erano segnali di un dolore profondo e di una così forte sottovalutazione di sé da poterne palpare con mano i brividi e la fragilità.
    Poi ci sono le teste di cazzo, anzi a dirla in americano gli “asshole” ovvero coloro che sono convinti di essere al di sopra della morale e che possono mentire perché non reputano disdicevole giocare con la vita degli altri, che non si preoccupano di offendere la sensibilità altrui ma mentono per pura e semplice comodità (per non perdere punti acquisiti in gruppo, per farsi in modo artificioso ben volere da tutti) e costoro sono quelli che dovrebbero dissolversi come neve al sole o meglio morire per poi reincarnarsi in uno scarabeo stercorario.
    Sono molto severo con costoro perché, come ho scritto sopra, in moltissime bugie si nasconde tanta sofferenza, per la quale bisognerebbe avere rispetto e quando invece questi furbi doppiogiochisti mentono, fanno danno non solo a chi stanno mentendo ma offendono anche chi le bugie le racconta con dolore.
    Amen.
    P.S. Scusa il pistolotto!

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      1. Essendo tu molto arguta, avrai ovviamente capito che la persona bugiarda a cui ti riferisci nel tuo post senza nominarla appartiene a mio avviso alla categoria “reincarnazione in scarabeo stercorario”, mentre tutto il resto è solo condivisione di pensiero con una persona che reputo all’altezza.

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  2. Certe bugie per far stare tranquilli quelli a cui vuoi bene le ho dette e penso che quando ce ne sarà bisogno continuerò a dirle anch’io, per il resto cerco di dire la verità e quello che penso, a costo di apparire scontrosa e antipatica, come sai bene anche tu. Quindi soprattutto nel caso da te citato concordo con Fil, sotterra e vai avanti 👋

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  3. Si dovrebbe avere il decoro di sincerità nell’avere una nostra idea delle cose, anche su una piattaforma web: non mi riferisco a un “like” perché quello può essere messo lì per cortesia, o meglio, per dire “ci sono, ti sto leggendo”: dico di quando avviene che, per piaggeria e ipocrisia, ci si allinea con faziosità esaltata – e stucchevole- ,ostentando una stessa, medesima veduta,un accordo su un determinato argomento; quando l’infervorato/a è invece di tutt’altro avviso! Neanche è il caso di parlar di “coraggio” ma piuttosto di inconsistenza dell’autenticità di sé stessi!

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  4. Credo che la cosa peggiore sia la sensazione di non curanza.. Credo che tutti a volte diciamo bugie, spesso con buone intenzioni, ma questo non toglie che si possa anche chiedere scusa e rimediare con un pizzico di onestà. E c’è modo e modo!

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  5. Direi che per una cena sia davvero molto triste raccontare bugie!!! Per il resto alle volte anch’io ho detto bugie ma per una giusta causa che era il voker preservare un qualcuno, cercando nel mentre un modo più dolce piano piano di arrivare alla verità dei fatti, Queste sono state e forse anche in futuro potranno essere le mie bugie per il resto amo la sincerità e le persone sincere ⚘

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      1. 😌 Ha ragione credo Fil sia tuo marito: dai aria soprassedere, anche se comprendo bene che il rammarico possa essere tanto proprio anche a causa della misera importanza del contesto!!! 😌

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