E dopo il libro su Giovanni Falcone: non ho più l’età!

Ho terminato di leggere il libro di Saviano poco prima di preparare la cena e mentre giravo con le pinze i fiori di zucca in pastella, mi sono detta: non ho più l’età per immergermi come un subacqueo alle prime armi nelle acque torbide di questo mondo. Niente da dire, il romanzo è scritto e articolato in modo impeccabile, Saviano ha questa dote innegabile, ma il suo libro è un labirinto senza uscita, un riquadro nel quale non entra nemmeno uno spiffero d’aria. Davvero non ho più l’età per affondare nella melma, e affrontare con distacco i drammi della vita marcia che regolano certe realtà ancora esistenti. Non credo neanche di essere irresponsabile nel dirlo, al contrario credo sia onesto sapere, approfondire per poi lasciare andare altrimenti si rischia di vomitare a secchiate tutto il disgusto che ne consegue.

Voto:10 è onesto dirlo, per il resto occorre essere portati per certe narrazioni; forse io non lo sono, e non lo sono mai stata perché non accetto, non comprendo, e non sono per niente tagliata nell’annusare con somma indifferenza le fragranze sulfuree che la realtà ci presenta.

Ora penso ai miei fiori di zucca, con quel po’ di sale capace di asciugare le ferite.

Buona serata.

Dedicato a “Marie des vignes”🥀

Conobbi Marie qui, tempo fa. Onestamente non ricordo quando, il tempo non è qualcosa che per me fa sempre la differenza, resta il fatto che mi sono affezionata al suo blog pezzettino dopo pezzettino. https://wordpress.com/read/feeds/13682017

Non credo lei sappia il perché e da un lato comprendo che le mie energiche invasioni di campo chez elle siano a lei tutt’ora sconosciute. È difficile che io mi apra a ventaglio ma quando capita, è un piacere condividere. Marie è una Signora che sa sempre di buono, di onesto e di vero, soprattutto quando si racconta nel quotidiano. Con lei si parla di amicizia, si riflette sul tempo che avanza, si visitano luoghi che amo molto (considerato il fatto che abita in Francia e io adoro la Francia), si analizza lo stato attuale delle cose fra paure e insicurezze, e ci si fa coraggio, tanto coraggio. A volte in sua compagnia si ride di gusto, cosa che apprezzo vista la sua spiccata autoironia, alcuni post sono davvero una comica e spero da più grande di diventare così, come lei: forte, sensibile, elegante e divertente!

Non lo so, a volte penso sia (nel mio immaginario emotivo) la zia che non ho più, seppur fosse una parente adottiva è stata la persona che ho amato di più al mondo e forse Marie ha qualcosa che ogni tanto me la riporta in vita e io ne colgo l’entusiasmo. Io penso che le persone che hanno in dono la capacità di rievocare negli altri ricordi preziosi siano davvero speciali e Marie lo è. Rubo dal suo blog la sua foto personale perché è bellissima e le rende pienamente giustizia!

Marie hai tutto il mio bene, sempre. Paola.

Marie des vignes!

“La stazione”… ci riuscirò?🤔

Jacopo De Michelis ha impiegato ben 8 anni per scrivere questo libro, ottocento e un tot di pagine che mescolano vari generi: dal thriller, al giallo, con una punta di noir.

È in arrivo, e sarà per me una sfida perché i libri lunghi a mio avviso sono sfide a prescindere: se la trama non funziona o lo stile narrativo non piace ecco palerarsi la sconfitta. In realtà, e come spesso accade per i libri, ho letto molte recensioni contrastanti, motivo per il quale io ci ficcherò il naso per poter dire la mia. Ho imparato a frugare nelle opinioni altrui, e questo mi ha permesso di giungere ad una conclusione quantomeno interessante: diffida dei libri osannati perché spesso godono soltanto dell’eco impersonale del lettore. Di recente mi è capitato con un libro “chiacchierato” ed è quello di Tommaso Scotti – Le due morti del signor Mihara – romanzo sul quale avrei scommesso la merenda di metà pomeriggio e invece… Ho dovuto abbandonare la lettura a metà perché francamente non mi è piaciuto il suo modo di raccontare da “finto critico giapponese” una vicenda ambientata nella terra che fra l’altro lo ospita, il Giappone. Come dice la mia libraia di fiducia, che come me giunta a metà libro ha rinviato il completamento della lettura: “Troppi piedi in una scarpa fanno pochi passi.” E ha ragione, non a caso con lei mi confronto spesso, non è la classica venditrice di libri quanto invece una lettrice appassionata e rispettosa che non dispensa consigli a vanvera tanto per vendere un libro in più. Quando dico che è importante leggere bene e non tanto, lo dico in virtù del fatto che le porzioni di tempo che abbiamo a disposizione sono vero nutrimento che non andrebbe sprecato. E aggiungo, seguire la scia di tanti, troppi apprezzamenti in letteratura equivale spesso a voler far parte del gregge: sentirsi parte di quel coagulo di persone che sposano “#metoo.”

Vi dirò……