Una bella testimonianza: “Kankyo Tannier”

Kankyo Tannier Γ¨ una donna francese, diventata nel tempo monaca buddista Zen, dopo aver praticato e studiato a lungo.

La scelta che l’ha condotta a vivere con consapevolezza questo stile di vita spirituale Γ¨ nata dopo aver letto un libro scritto dal Dalai Lama, tanto che dopo averne compreso la ricchezza, ricerca su Internet dei luoghi da frequentare per poter approfondire lo studio Buddista.

Frequenta anche la vita di un monastero in Giappone, luogo nel quale si imbatte in numerose difficoltΓ : niente riscaldamento, acqua gelata, stanza piccola da condividere con altri e la lingua che lei non comprende. Le giornate sono tutto fuorchΓ© contemplative, da mattina a sera le attivitΓ  sono molte e il tempo per riposare Γ¨ poco.

Dopo tre settimane, colta da sconforto, decide di fare i bagagli per ritornare in Francia. Quel posto sembra essere troppo per lei, così come lo sono le emozioni che le pesano nello stomaco.

Mentre prepara le valigie, sola nella piccola stanza che la ospita, scorge dalla finestra un ramo innevato sul quale un piccolo passero si sta sistemando le piume.

Alla vista di quell’immagine pura, semplice quanto preziosa, comprende la bellezza della vita in un respiro e capisce quanto tutto sia impermanente.

Oggi vive in un bosco in compagnia dei suoi animali ed Γ¨ molto attiva in rete. Scrive nel suo blog, insegna meditazione e ha scritto un libro The gift of silence (in Italia si intitola La cura del silenzio).

È una persona che a me piace molto, perché fa la persona raccontando esperienze personali in modo davvero simpatico e gradevole.

Immagine Google

“Le farfalle a volte ritornano…”

Ecco ho pensato a una così, al volo di una farfalla che per una volta ritorna e quando torna rievoca momenti senza seguire un ordine cronologico.

Lo fa attraversando racconti e poesie che daranno spunto alla narrazione, ripercorrendo i sentieri della bellezza in tutte le sue forme.

Questo schizzo che ho fatto Γ¨ un pΓ² il punto di partenza. A casa mia, nel retro, c’era un ampio cortile incorniciato da piante e fiori che ospitavano un sacco di uccellini variopinti. Io stavo lΓ¬, seduta su un muretto a guardare l’andirivieni dei piccoli pennuti, sotto il sole cocente.

Disegno personale
Poesia di Mario Quintana, il poeta delle piccole cose

Traduzione:

Tic-Tac

Questo tic-tac degli orologi

Γ¨ la macchina da cucire del Tempo

che fabbrica sudari.

Immagine Giphy

Un viaggio inaspettato…πŸ§„

Tutte le volte che sento mia cugina in diretta da SΓ£o Paulo, tengo l’aglio a portata di mano, si sa mai i demoni… Parlare con lei mi risveglia, a volte fin troppo.

Ma oggi, ascoltandola con attenzione, mi si Γ¨ accesa la lampadina e, stavolta colgo l’occasione!

Credo di essere pronta per questo viaggio, ora sΓ¬ ma ne parlerΓ² domani, ora sono troppo stanca e vorrei dedicare all’argomento un post curato come piace a me.

Amici lettori, preparo il trolleyπŸ˜„

SΓ£o Paulo, immagini personali

Fra Italia e Giappone…here we goπŸ”πŸ”Ž

Colta da uno dei miei raptus di inguaribile curiositΓ  (quella buona), ho iniziato a fare una comparazione piuttosto impegnativa, di testi inerenti a delle scritture Buddiste.

Ho preso il libro di Massimo Claus che “semplifica” dignitosamente la lettura del Sutra del Loto e l’ho comparato con gli scritti di Daisaku Ikeda.

Un pΓ² come a dire “bignami” e testo integrale, seppur sia un bignami curato e fedele alle sacre scritture.

Nonostante comprenda benissimo che la sua non appartenenza ad alcuna scuola sia dovuta al fatto che nel tempo ha trovato la sua strada (la strada in genere la si trova dopo aver acquisito un alto livello di conoscenza e ci vogliono anni e anni e anni), fatico un pò a vedere un testo tanto ricco così ristretto.

Massimo Claus Γ¨ un “monaco” buddista italiano Nichirenista che si adopera devo dire con grande passione e genuina umiltΓ , a dispensare ottimi consigli e buone spiegazioni per chi desidera approfondire lo studio Buddista, anche se (per sua scelta) non appartiene a nessuna scuola e coltiva soltanto il legame spirituale con il maestro “Sensei” Nichiren Daishonin che ricordo Γ¨ morto nel 1282, ecco a dire che non vanno a prendersi un caffΓ¨ al bar ogni tanto🀣

Grata del suo lavoro, ci mancherebbe altro, so che il suo libro Γ¨ nato perchΓ© molte persone riscontrano grosse difficoltΓ  di comprensione ma Γ¨ pur vero che un pΓ² di sforzo occorre quando si affrontano certi studi. Lui sostiene che i testi Giapponesi, quelli sui quali studio io per esempio, siano troppo complessi e laboriosi, ed Γ¨ vero in parte lo sono ma… se fosse tutto tanto semplice, e immediato o parafrasato, che studio sarebbe? A quel punto meglio dire letture, e il tutto si fa onesto. Intendo dire, non me ne si voglia, che il Buddismo come un qualsiasi altro studio non segue le mode del momento neppure nelle loro traslitterazioni, ancor meno se si rifanno al 1200 che non Γ¨ proprio l’altro ieri.